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Benvenuti in Piemonte, una regione storica e gastronomica nel nord-ovest dell’Italia. Scoprite Torino, una delle più belle città d’arte, con magnifiche piazze e palazzi, capitale culturalmente ricca del Piemonte ed ex capitale d’Italia.
Assaporate la deliziosa cucina italiana e visitate i caratteristici vigneti piemontesi per una degustazione di vini nel paesaggio collinare delle Langhe e del Roero, punteggiato da borghi autentici e castelli. In estate, gli amanti del sole possono godersi lo splendido Lago Maggiore oppure il Mar Mediterraneo, nella vicina Liguria. Andate a sciare e scendete lungo le piste olimpiche di uno dei più grandi comprensori sciistici internazionali d’Europa, la Via Lattea. Il Piemonte è ideale per un city break, per una vacanza attiva tra escursioni e ciclismo in montagna, oppure per un soggiorno rilassante vicino all’acqua.

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Acqui Terme ha storie da raccontare e luoghi da scoprire

Una sorgente termale naturale nel cuore di Acqui Terme

Acqui Terme ha qualcosa di strano e affascinante. Possiede una fontana da cui si alza il vapore. Ed è un fenomeno completamente naturale. Si tratta di vera acqua, sulfurea, salina, ricca di bromo e di iodio, che sgorga nel mezzo della piazza a una temperatura di 74 gradi Celsius. È una delle poche città al mondo in cui una sorgente termale naturale si trova letteralmente nel centro storico, accessibile a tutti, in qualsiasi momento. Stiamo parlando della Bollente.

La struttura che ospita la sorgente è un tempietto ottagonale in stile eclettico, progettato dall’architetto Giovanni Cerruti e inaugurato nel 1879. Elegante, solido, con l’aspetto di un monumento ottocentesco che trasmette un forte senso di storia. Al centro del tempietto, la sorgente eroga l’impressionante quantità di 560 litri d’acqua al minuto, una portata notevole che per secoli ha alimentato le terme della città e che ancora oggi attira visitatori curiosi da ogni parte.

Proprio accanto si erge la Torre Civica dell’Orologio, soprannominata la “torre senza fondamenta” perché, incredibilmente, poggia sulle case circostanti anziché direttamente sul terreno. Fu costruita nel 1763 sulle fondamenta di un’antica porta delle mura medievali della città e ancora oggi si erge con orgoglio accanto alla sorgente, quasi come una sentinella.

Le radici di questo luogo risalgono a un’epoca ben più antica del XIX secolo. Acqui era già conosciuta e frequentata in epoca romana, quando le acque termali avevano un riconosciuto valore terapeutico e le terme erano luoghi di incontro. In Via Saracco, la strada che conduce a Piazza della Bollente, sotto gli antichi portici, sono ancora visibili i resti di un pavimento a mosaico di quel periodo, scoperto nel XIX secolo. Scavi successivi hanno riportato alla luce i resti di una piscina romana, di una fontana, di altri edifici e persino dell’antico ospedale di Sant’Antonio Abate in Balneas. Un frammento di città sepolta, scoperto per caso, che dimostra come questo angolo del Piemonte fosse già allora un luogo di cura e di passaggio.

Acque curative, leggende locali e la tradizione dei Brentau

L’acqua della Bollente è molto più di uno spettacolo per gli occhi. La sua composizione chimica, ricca di zolfo, bromo e iodio, la rende particolarmente efficace nel trattamento di diversi disturbi. Nelle terme di Acqui viene utilizzata soprattutto per le malattie respiratorie, ma anche per reumatismi, artrite e affezioni della pelle. Il fango termale, preparato mescolando l’acqua della sorgente con tipi selezionati di argilla, completa l’offerta terapeutica della città. Nel serbatoio sotterraneo, la temperatura può raggiungere fino a 120 gradi Celsius prima di mescolarsi con le acque superficiali: un dettaglio che dà un’idea dell’energia nascosta sotto i piedi di chi passeggia tranquillamente nel centro di Acqui.

Nel corso dei secoli, la Bollente ha avuto anche un ruolo folkloristico molto particolare. Secondo la leggenda, i neonati di Acqui venivano portati alla sorgente subito dopo la nascita e immersi per un istante nell’acqua bollente. Coloro che sopravvivevano - e probabilmente sopravvivevano tutti, dato che l’immersione durava solo un momento - ricevevano il titolo di “sgaientò”, che nel dialetto acquese significa “bruciato”. Una tradizione bizzarra, che oggi suona quasi crudele, ma che dimostra quanto questo luogo fosse centrale nella vita e nell’immaginario collettivo della comunità. Un rito di passaggio legato all’acqua, come se la città stessa dovesse riconoscere i propri figli attraverso la sua risorsa più preziosa.

Alla Bollente era legata anche un’altra figura storica che oggi quasi nessuno ricorda: il Brentau. Era incaricato di trasportare la Brenta, un contenitore in metallo zincato riempito con acqua calda direttamente dalla sorgente, fino alle case degli abitanti di Acqui. Portava la Brenta sulle spalle. Prima del riscaldamento moderno, questo era un servizio indispensabile, e chi trasportava la Brenta si guadagnava da vivere in questo modo. La Brenta aveva nella parte superiore una punta, la cosiddetta “broca”, che serviva come indicatore della quantità d’acqua trasportata: si potevano portare fino a 50 litri per volta, un peso considerevole. I Brentau erano figure molto conosciute in città, spesso riconoscibili dai loro soprannomi. Uno dei più famosi era “Caudren”. Alcuni abitanti anziani di Acqui ricordano ancora una donna Brentau, una figura così profondamente impressa nell’immaginario locale da comparire persino sulle cartoline della città.

Oggi le Brente si vedono quasi esclusivamente nei mercatini dell’antiquariato o durante uno degli eventi più attesi dell’anno: il Palio del Brentau, che si svolge ad Acqui Terme ogni settembre. È una vera competizione, con partecipanti in costume, in cui ci si sfida a trasportare l’acqua dalla sorgente. Vince chi riesce a portare la maggiore quantità d’acqua entro il tempo stabilito. Sembra semplice, ma con 50 litri sulle spalle diventa tutta un’altra storia. È uno di quei momenti in cui una città sceglie di non dimenticare, mantenendo viva una memoria che altrimenti rischierebbe di scomparire del tutto tra le generazioni.

Il simbolo di Acqui Terme e gli appartamenti di Palazzo Scati

La Bollente è, in breve, il simbolo di una città che ha costruito la propria identità intorno all’acqua, alla cura e alla tradizione. Una sorgente che ha visto passare Romani, uomini del Medioevo, visitatori dell’Ottocento e turisti contemporanei; che ha alimentato le terme, fornito acqua alle case, dato vita a leggende e ispirato rituali.

Vale la pena fermarsi per un momento davanti a quel santuario ottagonale, osservare il vapore che sale e, magari, chiedere a una persona del posto che cosa significhi per lei. Poi si può entrare in Via Saracco, cercare i mosaici romani sotto i portici e rendersi conto che la storia ad Acqui non si trova solo nei musei: è per strada, sotto i piedi, ed è ancora viva.

Due dei nostri appartamenti in affitto si trovano nel cuore della città, in Piazza della Bollente. Sono situati a Palazzo Scati. Dopo una ristrutturazione completa, sono diventati appartamenti moderni, con evidenti influenze storiche e un fascino particolare.

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